Castellucci, il mio spettacolo e' una preghiera
Roma - "Quest'opera e' stata concepita come una preghiera, ed e' un lavoro profondamente cristiano". Romeo Castellucci, autore e regista di 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio', in scena da martedi' prossimo al teatro Parenti di Milano, si difende cosi', in un'intervista a 'la Repubblica' dall'accusa vaticana, formulata dalla Segreteria di Stato scrivendo a nome del Papa, di "mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi". "E io -commenta Castellucci- registro questa presa di distanza con grande dolore. Ma la notizia da cui parte il Vaticano non e' vera, e va rovesciata".
Per il regista polemiche e accuse contro il suo spettacolo sono "un fenomeno nato sui blog, dove gruppi fascisti francesi anti-semiti, che ora minacciano con messaggi allucinanti me e la direttrice del teatro Parenti, Andree' Ruth Shammah, sostengono che sul palco si lancino feci contro il ritratto di Gesu'", circostanza che Castellucci nega: "No, c'e' il figlio che lava il padre incontinente. Un simbolo tratto dal IV comandamento: onora il padre e la madre. E il figlio lo porta alle estreme conseguenze. Cambiare il pannolone al padre e' un atto d'amore, anche se spiacevole". Quanto alla lacerazione finale del ritratto di Gesu', il regista la conferma ma sottolinea che "poi torna in forma di proiezione. Con la scritta di luce sul muro: 'Tu sei il mio pastore'.
Fonte:
adnkronos 20/01/12
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